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Informativa al pubblico - Pillar 3

 


Il 1° gennaio 2014 è entrata in vigore la nuova disciplina prudenziale per le banche e per le imprese di investimento contenuta nel Regolamento (UE) n. 575/2013 (in seguito anche CRR) e nella Direttiva 2013/36/UE (in seguito CRD IV), che traspongono nell’Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria (c.d. framework Basilea 3).

Il quadro normativo si completa con le misure di esecuzione, contenute in norme tecniche di regolamentazione o di attuazione (RTS e ITS) adottate dalla Commissione Europea su proposta delle Autorità europee di vigilanza.

In ambito nazionale la nuova disciplina armonizzata è stata recepita da Banca d’Italia mediante:

  • Circolare n. 285 del 17 Dicembre 2013 e successivi aggiornamenti “Disposizioni di Vigilanza per le Banche”;
  • Circolare n. 286 del 17 Dicembre 2013 e successivi aggiornamenti “Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni prudenziali per le banche e le società di intermediazione mobiliare”;
  • Circolare n. 154 del 22 novembre 1991 e successivi aggiornamenti “Segnalazione di vigilanza delle istituzioni creditizie e finanziarie. Schemi di rilevazione e istruzioni per l’inoltro dei flussi informativi”.

 

Il nuovo framework regolamentare è funzionale a rafforzare la capacità delle banche ad assorbire shock derivanti da tensioni finanziarie ed economiche, indipendentemente dalla loro origine, a migliorare la gestione del rischio e la governance, nonché a rafforzare la trasparenza e l’informativa delle banche.

Scopo del Terzo Pilastro (Pillar 3) – la disciplina di mercato – è quello di integrare i requisiti patrimoniali minimi (Primo Pilastro) ed il processo di controllo prudenziale (Secondo Pilastro). Esso mira ad incoraggiare la disciplina di mercato attraverso l’individuazione di un insieme di requisiti di trasparenza informativa che consentano agli operatori di disporre di informazioni fondamentali sui Fondi Propri, perimetro di rilevazione, esposizione e processi di valutazione dei rischi e, di conseguenza, sull’adeguatezza patrimoniale degli intermediari. Tali requisiti assumono una particolare rilevanza nell’attuale contesto, ove le disposizioni vigenti, quando adeguato e consentito, danno ampio affidamento alle metodologie interne, conferendo alle banche una significativa discrezionalità in sede di determinazione dei requisiti patrimoniali.






Documenti informativi

Aggiornato il

26/03/2015


Nome documento Dimensioni
Informativa al pubblico 31.12.2014 (1,665 KB)
Informativa al pubblico 31.12.2013 (1,194 KB)
Informativa al pubblico 31.12.2012 (865 KB)
Informativa al pubblico 31.12.2011 (4,023 KB)
Informativa al pubblico 31.12.2010 (2,968 KB)
Informativa al pubblico 31.12.2009 (508 KB)
Informativa al pubblico 31.12.2008 (1,567 KB)